L’innalzamento del Mar Mediterraneo minaccia in Italia circa 40 aree costiere ed altri punti strategici da qui al 2100 e oltre, l’ENEA l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile ha progettato un modello previsionale supportato dal potente computer, il CRESCO6, nel quale sono stati caricati dei valori molto più dettagliati e variegati che hanno permesso di essere più accurati dei dati dell’IPCC (The Intergovernmental Panel on Climate Change).
Le prime 14 mappature ci dicono che le superfici a rischio sono oltre 5.500 kmq mentre le coste 385 km; sicuramente numeri non confortanti che aggiunti agli oltre 4 milioni di persone che vivono nell’area di RICE (Radius of Influence of Coastal Erosion) a rischio medio\medio-alto (dati ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) si prefigura un urgente adattamento alle nuove condizioni.
Tentare la documentazione delle 40 aree è arduo ma doveroso per capire come cambierà la morfologia del paese e con esso i settori a rischio come infrastrutture, economia, società, patrimoni culturali e naturali ed infine a far crescere una sensibilità che stimoli la richiesta di azioni di adattamento,
Tentare la documentazione delle 40 aree è arduo ma doveroso per capire come cambierà la morfologia del paese e con esso i settori a rischio come infrastrutture, economia, società, patrimoni culturali e naturali ed infine a far crescere una sensibilità che stimoli la richiesta di azioni di adattamento,
l’era delle policrisi è adesso.